TETTO INVISIBILE

Dopo due stagioni di quasi inattività, quest’anno il tetto trasparente del centrale, costato circa 100 milioni di sterline, si sta dando da fare. Esame superato per la Schiavone e la Williams (anche se il gioco ne risente).

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Wimbledon – Gli inglesi sono abituati alla piaggia. Di più. Sono “vaccinati” alle nuvole cariche di secchiate di acqua sporca. Insomma, Oltre Manica il brutto tempo è come il ghiaccio per gli eschimesi: ci convivi oppure scappi via senza ritorno. E allora anche Wimbledon ha preso le giuste precauzioni, andando contro la tradizione e in linea con le direttive internazionali, installando un tetto retrattile trasparante sul campo centrale.

Match. Ma a dirla tutta, il tetto, da quando fu inaugurato 3 anni fa, è stato utilizzato in pochissime occasioni. Fortuna? Forse si. Perché le luci artificiali e l’aria condizionata, oltre al tempo tecnico di chiusura, rendono il gioco molto più veloce e spezzettato. Ecco, un “gioco sintetico”. E stavolta non centra niente (o quasi) l’erbetta. Il primo ad esibirsi sotto le “tegole” – quasi un segno dal cielo – fu il padrone di casa Andy Murray che riuscì a sconfiggere al quinto set lo svizzero Wawrinka, rigorosamente in seconda serata e in diretta televisiva sulla BBC. Roba da auditel impazzito. Nella passata edizione toccò a Djokovic-Rochus, mentre quest’anno si è partiti subito con l’acceleratore tra la Schiavone e la Williams. D’altronde è meglio guardare la maestosità del tetto piuttosto che il vestitino (di pizzo?) della tennista americana…

Inaugurazione e sistema. Testato a più riprese, costo globale circa 100 milioni di sterline, il tetto è stato inaugurato a metà maggio del 2009 in un torneo misto d’esibizione con André Agassi, Steffi Graf, Tim Henman e Kim Clijsters. L’impianto prevede un tetto retrattile trasparente unito a un sistema di climatizzazione che controlla e stabilizza il livello di umidità. Per aprirlo ci vogliono circa 10 minuti, ma è fondamentale aspettare altri 30 minuti affinché non si crei la condensa. In totale sono stati utilizzati 5.200 mq di “Tenara”, un tessuto trasparente e impermeabile, che lascia passare la luce naturale, ma è stato applicato anche un sistema di illuminazione artificiale. La temperatura media oscilla sugli spalti oscilla tra i 22 e 26 gradi.

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