DJOKOVIC SI PRENDE FINALE E CORONA

Contro uno Tsonga mai domo, Djokovic si impone in quattro set. Raggiunta la prima finale nei Championships e raggiunta la tanto bramata prima posizione del ranking

Be Sociable, Share!

Londra (Gran Bretagna) – Novak Djokovic come l’asso pigliatutto. Con la vittoria su Jo Wilfried Tsonga il serbo si qualifica per la prima volta in carriera per la finale di Wimbledon. E, sempre per la prima volta, diventa il Re della classifica mondiale, a prescindere da chi (Nadal o Murray) incontrerà domenica e a prescindere da come finirà la 125 edizione dei Championships. Dopo una rincorsa durata sei mesi, nei quali ha vinto sette tornei (fra cui gli Australian Open) e perso solo un match (in semifinale al Roland Garros contro Federer), Nole raggiunge così il traguardo che sognava da quando aveva otto anni: diventare il numero 1 del mondo. Per realizzare l’altro sogno (condiviso con la totalità della popolazione tennistica del pianeta), dovrà ora mettere a segno “solo” un altro trionfo.

Si spegne invece al penultimo round l’avventura del numero 12 del tabellone che, dopo essere stato avanti di un break per larga parte del primo set, ha perso la battaglia con Djokovic, vincente con lo score di 76(4) 62 67(9) 63. Anche se sconfitto, Jo Wilfried si prende tutti gli applausi del Centre Court (zeppo di personalità del tennis del passato, come Newcombe, Borg, Ivanisevic e Woodforde e di molti rappresentanti della casa reale britannica), al termine di una partita che, black out del secondo set a parte, l’ha visto comunque protagonista con il suo tennis potente e spettacolare (tanti i tuffi sul prato che entrambi hanno regalato agli appassionati di questo sport).

Novak ha giocato da “quasi” numero 1 del mondo, assorbendo con tranquillità i primi 40′ di gioco in cui l’avversario sembrava ingiocabile, sferrando poi la zampata proprio quando il primo parziale sembrava aver drasticamente preso la strada di Le Mans. Ma, dopo aver messo il punto esclamativo sul primo set e condotto in porto il secondo con autorità, Djokovic ha subito il ritorno di Tsonga, fenomenale a reagire sull’orlo del baratro e a imporsi in uno spettacolare terzo set (dopo aver annullato anche due match point). Nel quarto e decisivo parziale infine, il serbo ha ritrovato tranquillità e profondità, fino al “15”decisivo, che gli ha regalato il match più atteso del torneo più importante e la posizione più illustre della classifica più difficile.

Tsonga parte forte, Djokovic chiude fortissimo. Per l’ottava volta in carriera si scontravano uno dei servizi più devastanti contro una delle risposte più incisive (se non la migliore) del circuito Atp. Novak ha rispetto per colui che l’ha battuto già cinque volte, mentre Jo Wilfried si ricorda ancora quella finale persa agli Australian Open 2008. E forse la voglia di rivincita, unita ad una grande confidenza derivatagli dalla splendida vittoria su Federer nei quarti, ha permesso al francese di cominciare la prima semifinale di giornata con convinzione. Il break nel gioco d’apertura, centrato grazie ad una maggiore varietà di soluzioni come il back di rovescio e la palla corta, ha garantito a Tsonga una buona quarantina di minuti di autorità. Con il servizio imprendibile il transalpino ha gestito il vantaggio, riprendendo fiato nei successivi turni alla risposta nei quali Djokovic ha lasciato a sua volta le briciole. I primi scricchiolii sono arrivati poi nell’ottavo gioco, nel quale il serbo va avanti 15-40, ma non è riuscito a rispondere a due servizi bomba che hanno tolto le castagne dal fuoco a Jo Wilfried. Salvatosi con difficoltà, Tsonga è stato costretto nel decimo game a contrastare altre tre palle del controbreak, in un momento in cui è stata la battuta a tradirlo. Djokovic, da grande campione, ha fiutato l’occasione e rimesso in parità il set. Che è finito poi da copione, con il tie-break andato al numero 2 del tabellone con il punteggio di 7 punti a 4 in 65′.

Secondo set a passeggio. Il contraccolpo del set sfuggitogli sul più bello si è fatto sentire nella testa di Jo-Wilfried. Durante i 36′ del secondo set il francese non ha inciso più con il servizio, ha commesso tanti errori gratuiti e si è consegnato di fatto a Djokovic già nel primo game, quando ha perso uno dei due servizi nel parziale. Tanti demeriti per il numero 12 del seeding, mentre il serbo si è gongolato di fronte ad un avversario alle corde. Risultato, un 6-2 senza storia che ha portato il serbo a sei game dalla finale e dal primato mondiale.

Jo-Wilfried non va al tappeto. Senza servizio e con poca lucidità nei rallies prolungati (territorio di caccia di Djokovic) anche nell’inizio del terzo set Tsonga è apparso in grave difficoltà. Posticipando il break al terzo gioco (punto esaltante chiuso con entrambi per terra per lo 0 -30 per il serbo), agli occhi di tutti Djokovic aveva messo la combinazione della cassaforte, e al francese il compito proibitivo di manometterla. Sembrava fatta, ma Jo-Wilfried è il tennista che ha battuto Roger da due set sotto (primo tennista a riuscire nell’impresa), e la sua geniale incoscienza si ripresenta nell’ottavo game, quando ha controbreakkato uno spaesato Djokovic. Si è tornati in parità, fino al secondo tie break di giornata, il più bello di questa edizione dei Championships. Fra un pizzico di “braccino” del serbo, che si è guadagnato due match point ma mai con il servizio, e la follia del francese, che ha chiuso al terzo set point, i 20 punti del miniset sono stati  uno più spettacolare dell’altro. Tsonga, che ha avuto più coraggio, si è così aggiudicato il parziale, allungando il match e facendo comparire qualche fantasma nella testa del “quasi” numero 1 del mondo.

Nole diventa il Re della classifica. I fantasmi però, il ghostbuster Djokovic è riesciuto subito a catturarli nella sua trappola. Dopo il gargantuesco tie break giocato, Tsogna è andato in affanno, e ha perso subito il game d’apertura al servizio. Si è riproposto così la stessa situazione dei due parziale precedenti, con Djokovic che ha rischiato poco al servizio e che ha ripreso fiato nei game alla risposta, nei quali il francese è stato di nuovo incisivo (chiuderà con 12 ace contro i 5 di Nole, ma solo il 47% di punti con la seconda, contro il 68% del serbo. Dato questo, che conferma le doti alla risposta dell’allievo di Vajda). Sul 4 a 2 in suo favore, Novak, memore dello sgambetto del set precedente, non si è fatto sorprendere e si è aggiudicato il gioco del 5-2 e, nel turno di battuta seguente, ha messo la parola fine sull’incontro. E aperto così il suo regno, in vetta alla classifica mondiale.

Be Sociable, Share!
Be Sociable, Share!

Lascia un Commento

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.