UN VOTO PER TUTTE!

Con il quinto trionfo di Serena Williams è calato il sipario sul torneo femminile. Come di consueto, assegniamo le pagelle ad alcune delle protagoniste sui prati dell’All England Lawn Tennis Club: ecco a voi promosse, rivelazioni e bocciate

Be Sociable, Share!

Wimbledon – Una finale tanto bella quanto inattesa ha suggellato la fine del torneo femminile. Come ogni avventura che si rispetti, tiriamo le somme sue queste due settimane assegnando le pagelle alle protagoniste del terzo Slam della stagione.

S.Williams 10 Quinto sigillo a Wimbledon, quattordicesimo titolo dello Slam, prima trentenne vincente in un Major dal 1990, quarta tennista di tutti i tempi per numero di Majors nell’Era Open: numeri da campionessa. Forse è la vittoria più bella, perché seguita ad un periodo condizionato da serissimi problemi di salute e svariati acciacchi. Ha ancora una volta dimostrato di essere l’indiscussa numero uno, in barba ad un computer che lunedì la piazzerà sul quarto gradino. In queste due settimane ha saputo ora asfaltare ora soffrire e così è stato anche in finale, dove ha saputo gestire la reazione di Agnieszka uscendo benissimo alla distanza. Torna a vincere uno Slam dopo due anni esatti. Bentornata.

Radwanska 9 Meriterebbe anche lei un dieci, ma la distinzione tra vincitrice e finalista è doverosa. Agnieszka è oggi definitivamente sbocciata, consacrandosi agli occhi di tutto il mondo proprio sul palcoscenico più prestigioso. Ha giocato un torneo eccezionale, coronato da una finale strepitosa. Quasi nessuno, alla vigilia, aveva scommesso un penny su una finale di questa caratura e così ben giocata dalla tennista polacca. Dopo il primo set in molti avranno pensato ad una mattanza, tanto era il divario tra le due giocatrici; e invece, la ventitreenne di Cracovia ha saputo rimettere in piedi un match portando il pubblico dalla sua parte e regalando una partita inaspettatamente avvincente. Non ha colpi definitivi, è leggerina e sembra non far male, ma è dotata di braccio, sagacia e mobilità in grado di sorreggerla ad alti livelli. Esempio che il tennis non è solo forza bruta, da lunedì sarà numero due. Encomiabile.

Kerber 8 Quando Flavia Pennetta perse da lei nei quarti degli Us Open 2011 in molti ci disperammo, delusi per l’occasione mancata. Alzi la mano chi, allora, aveva preconizzato un’ascesa così dirompente della tedesca, in pochi mesi diventata una realtà del circuito femminile. Solida, concreta, versatile, si difende come (quasi) nessuna. Semifinalista a sorpresa, ma con pieno merito.

Azarenka 8 Ha giocato alla grande per quasi tutto il torneo, tanto che in molti (soprattutto dopo l’eliminazione della Sharapova) la davano per favorita. In semifinale con Serena non ha sfigurato, dimostrando quel carattere e quella determinazione che la rendono una vera fighter oltre che un’ottima atleta. In ripresa dopo una primavera tentennante, ha riconquistato il primato in classifica. Costante.

Lisicki 7.5 Il quarto di finale con la Kerber rientra a pieno titolo nel novero degli incontri più avvincenti del torneo. E’ forse la più talentuosa della new-generation teutonica, ma è anche la più discontinua. Presentatasi a Wimbledon con una striscia di quattro sconfitte consecutive al primo turno, ha dimostrato ancora una volta di essere tra le più forti su erba. Mina vagante pronta ad esplodere.

Giorgi 7 Finalmente! Vaticinata da anni come la più fulgida speranza dell’Italtennis, Camila è esplosa a Wimbledon catalizzando l’attenzione dei media e non solo. Dotata di colpi fenomenali, deve assestarsi tatticamente per non incepparsi nelle giornate poco felici. Entrata nelle cento, è destinata a salire molto e presto perché ha tutte le carte in regola per diventare una grandissima giocatrice.

Shvedova 7 L’exploit al Roland Garros non è stato un caso. La kazaka ha giocato un altro gran torneo e passerà alla storia per aver rifilato il “golden set” alla Errani. Ha rischiato il colpaccio con Serena, piegandosi solo 7-5 al terzo set. Giocatrice ritrovata che può dire la sua contro molte avversarie.

Vinci 6 Per la prima volta in carriera raggiunge la seconda settimana in un torneo dello Slam. A ventinove anni sembra aver raggiunto la definitiva maturazione, fattore che le consente di gravitare stabilmente attorno alla top 20. Tra le azzurre agli ottavi era quella che aveva più chances, ma con la Paszek non è mai entrata in partita.

Schiavone 6 A Londra non ha mai fatto faville, eccezion fatta per i quarti raggiunti nel 2009. Si è spinta fino agli ottavi di finale, traguardo soddisfacente specie perché giunto dopo una stagione quasi fallimentare. Lascia l’Inghilterra con una buona dose di rammarico, essendosi arresa ad una Kvitova non brillantissima e a lungo rimasta imbrigliata nella sua tela. Il 6-0 incassato nel terzo set è però imperdonabile.

Kvitova 5.5 Si dirà, ha perso nei quarti da Serena, non è una tragedia. Può darsi, ma a prescindere dal piazzamento duole constatare che Petra non è più quella fantastica tennista ammirata nel 2011. Va avanti finché deve, ma alla prima vera avversaria capitola. era già successo a Melbourne e a Parigi, dove si arrese alla Sharapova. Finché non lima quei chili di troppo, difficilmente tornerà competitiva.

Errani 5.5 Dopo la sbornia parigina era guardata a vista come non mai. Il terzo turno su una superficie a lei poco congeniale sarebbe un discreto risultato, ma Sara è ora una top ten ed è uscita di scena come peggio non poteva, portando a casa un record di cui avrebbe voluto decisamente fare a meno. Una piccola macchia, relativa e forse insignificante, ma pur sempre una macchia.

Sharapova 5 D’accordo, ha perso con la Lisicki che sull’erba è tanta roba. Il problema è che però è uscita malamente, travolta da Sabine dalla prima all’ultima palla. Aveva già rischiato con la Pironkova, a riprova di una condizione poco brillante. Il suo interregno è durato appena quattro settimane, ma quella è forse la cosa di cui le importa meno. Delusione.

Martic 5 Alla vigilia del torneo era indicata tra le outsiders, titolo acquisito grazie alle brillanti prestazioni parigine. Il sorteggio non l’ha aiutata, avendola opposta subito alla Lisicki: sconfitta che ci può stare, ma che per ora ridimensiona le sue ambizioni. Da rivedere.

Barthel 4.5 Che le è successo? Dopo lo straripante inizio d’anno è completamente svanita, collezionando sconfitte ovunque e contro chiunque. Non vince un match da oltre due mesi, ci è andata vicina con la Zvonareva ma si è sciolta sul più bello. In caduta libera.

Pennetta 4 Una delusione dopo l’altra. Esclusa la parentesi romana, negli ultimi mesi Flavia non ne ha imbroccata mezza. Ha perso all’esordio con la rampante Giorgi, ma la vera Pennetta avrebbe fatto ben altro percorso. Urge rigenerazione.

Stosur 4 Benché proveniente da una nazione prospera di “erbivori”, tra Samantha e Wimbledon la scintilla non è mai scoccata. La sua ultima giustiziera si chiama Arantxa Rus, olandesina emergente dal discreto potenziale. E con la Stosur sull’erba tanto basta per portare a casa il match.

V.Williams 3 Spiace assegnarle un voto così basso, che di certo stride accanto ad una delle tenniste che così tanto ha dato a questo sport negli ultimi quindici anni. Ecco, appunto, ha già dato. Appare sempre più un’ex giocatrice che ha imboccato, forse definitivamente, il viale del tramonto.

Wozniacki 3 Alla vigilia aveva addirittura dichiarato di pensare al titolo. Neanche il tempo di chiuder bocca che era già sul volo di ritorno, sorpresa da una Paszek a lei inferiore solo per il computer. Incapace di progredire, è impelagata nel suo difensivismo ad oltranza. Scoraggiante.

Be Sociable, Share!
Be Sociable, Share!

Lascia un Commento

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.