VENUS COMINCIA BENE. VERA NO

Nessun problema per la 5 volte campionessa di Wimbledon. Tanta paura invece per la Zvonareva, cui serve il terzo set per battere la Riske. Avanti anche la Date e la Wickmayer

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Londra (Wimbledon) – Missione compiuta per Venus Williams. In realtà vincere 6/3 6/1 con Akgul Amanmuradova, numero 97 del ranking e mai capace di superare in quattro occasioni il primo turno di Wimbledon, non è proprio un’impresa. Ma dopo un anno di inattività, e solo tre partite giocate sull’erba (a Eastbourne), anche una pentacampionessa dei Championships avrebbe potuto pagare un briciolo di impasse. In più, l’organizzazione aveva riservato alla statunitense l’esordio sul Campo numero 2, la famigerata “tomba dei campioni” dove sono caduti tanti big (Becker, Edberg e Sampras solo per fare qualche esempio).

Nessuna scaramanzia e nessun impaccio invece per la numero 23 del seeding. Solida, sempre in pressione sull’avversaria, aiutata da un servizio al limite della perfezione (7 ace e neanche una palla break concessa) e dai soliti colpi devastanti, la Williams ha regolato in un’ora scarsa di tennis la volenterosa uzbeka. La quale, soprattutto nel primo set, ha provato a fare la sua partita e ritagliarsi qualche “15” da protagonista. Con un tennis “mascolino”, sia nelle movenze sia nella pesantezza della palla, Akgul è stata autrice di ottime accelerazioni. Qualche applauso per lei, ma niente di più.

Perché se all’Amanmuradova sono andati alcuni punti, alla Williams sono andati la quasi totalitù dei game. Nel primo set la Venere nera ha breakkato l’avversaria nel terzo game, mantenendo il vantaggio fino al 6/3. Nel secondo parziale non c’è stata mai partita, con la n.97 del mondo che, una volta concesso il servizio (sempre nel terzo gioco), si è totalmente concessa all’ex regina del ranking.

Tutto bene tranne…Insomma, buona la prima per Venus Williams, che al secondo turno incontra Kimiko Date Krumm. L’unica nota stonata è il micro-completino di pizzo bianco con inserti dorati e con cinta, sempre dorata, stretta “pietosamente” in vita, accessoriato con medaglione stile “Predatori dell’Arca Perduta”. Un colpo in un occhio, come spesso sono i vestiti disegnati dalla stessa Venus. Ma se piacciono a lei…

Zvonareva, così non va. Con il forfait della Clijsters e le condizioni non ottimali delle due Williams, Vera Zvonareva è fra le più accreditate per la vittoria finale dei Championships. Soprattutto dopo la finale dello scorso anno e soprattutto grazie ad una serie di risultati eccellenti, che hanno portato la russa al terzo gradino del ranking. Ma l’esordio sul campo 1 di Wimbledon è stato invece totalmente da dimenticare. Contro Alison Riske, numero 115 del mondo, la Zvonareva ha sudato freddo, riuscendo a risolvere la pratica solo con lo score di 6/0 3/6 6/3. Dopo un primo parziale in cui è stata più l’emozione che la rivale a fermare il gioco dell’americana, dal secondo set in poi il match è stato quasi sempre in mano alla figlia di un agente dell’FBI. Alison si è divertita a giocare con la numero 2 del mondo di fronte al pubblico più competente del pianeta tennis, facendoci scoprire il suo tennis fatto di ottime accelerazioni con il rovescio e una mano adatta al gioco erboso. La Riske ha salutato il primo game del suo incontro con un gran sorriso. E con un sguardo molto sereno si rivolgeva anche ai raccattapalle, mentre con un po’ di timidezza chiedeva scusa alla rivale, ogni qualvolta che il suo lancio di palla non era come doveva essere.

La Riske si è divertita, ha fatto divertire e, fino al 4-3 del terzo set (quando ha poi preso il break che ha chiuso l’incontro) è stata in partita. Chi invece non ha mai dato l’idea di stare bene sul campo era proprio l’unica che ci doveva “sguazzare”: La Zvonareva. Sia il black out del secondo set, sia i problemi nel terzo sono ingiustificabili per una tennista che sui prati londinesi deve difendere una quantità enorme di punti. Lenta, impacciata e fallosa. Peggio di così, Vera non poteva presentarsi allo Slam verde. L’unica buona notizia, la vittoria. Che le permette di avere una nuova chance (contro Elena Vesnina, vincente per 674 6/3 sulla Pous Tio) per riprendersi quella sicurezza di cui è ampiamente provvista.

La Date non molla. Come anticipato, nel prossimo round la maggiore delle sorelle Williams affronterà la Date Krumm. La quasi 41enne di Kyoto si è qualificata per il secondo turno, grazie alla vittoria per 6/0 7/5 sulla wild card di casa Katie O’Brien, n.215 del mondo. Match mai in discussione quello fra la britannica e la nipponica, con la seconda sempre al comando dell’incontro.

La Wickmayer sul 18. Va a Yanina Wickmayer l’incontro finora più interessante di questa prima giornata di Wimbledon. La belga numero 19 del ranking si è imposta su Varvara Lepchenko per 7/5 6/3. Sul Campo 18, spesso teatro di match emozionanti, le due hanno giocato ad altissimo livello per tutto il primo set, risolto solo al dodicesimo game da Yanina. Grande equilibrio anche nel secondo parziale, almeno fino al quarto gioco quando, durante una discesa a rete, la statunitense di origine uzbeke ha perso l’appoggio del piede destro, finendo per infortunarsi al ginocchio. Oltre tre minuti di medicazioni hanno permesso alla Lepchenko di terminare il match, ma le precarie condizioni fisiche ne hanno menomato la prestazione. La Wickmayer ha fiutato la debolezza dell’avversaria e l’ha regolata con un 6/3 senza più storia.

I risultati della prima giornata di Wimbledon. Tabellone femminile (parte bassa)

Alison Riske USA v.Vera Zvonareva RUS (2) 06 63 36
Akgul Amanmuradova UZB v.Venus Williams (23) 36 16
Katie O’Brien GBR v. Kimiko Date-Krumm 06 57
Elena Vesnina RUS v. Laura Pous-Tio ESP 64 63
Shahar Peer ISR (22) v. Ksenia Pervak RUS 75 64 64
Sorana Cirstea ROU v. Pauline Parmentier FRA 16 36
Yanina Wickmayer BEL (19) v. Varvara Lepchenko USA 75 63
Christina McHale USA v. Ekaterina Makarova (28)26 61 86
Sara Errani ITAv. Kaia Kanepi (18) 61 64
Francesca Schiavone ITA (19) v. Jelena Dokic AUS 64 16 63
Monica Niculescu ROU v. Sybille Bammer AUT 61 61
Shuai Zhang CHN v. Svetlana Kuznetsova RUS 63 36 46
Jill Craybas USA v. Alexandra Dulgheru ROU 62 64

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