VENUS VINCE, BRAVA LA DATE!

Sul centrale coperto la Williams soffre da matti una encomiabile Kimiko, battuta 6/7(6) 6/3 8/6. La Zvonareva rischia ancora. Cancellati i match di Schiavone ed Errani

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Londra (Gran Bretagna) – Con la pioggia ancora copiosa che sta devastando il programma della terza giornata, gli occhi del tennis mondiale si sono tutti rivolti verso il Centre Court dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club, l’unico impianto a possedere il tetto retrattile e a permettere quindi il regolare svolgimento dello schedule. Ad aprire le danze Venus Williams (n.23 del seeding) e Kimiko Date Krumm, di fronte per la prima volta in carriera. Un puro caso che due giocatrici che vantano 702 (la statunitense) e 496 (la nipponica) partite nel circuito non si erano mai incontrate prima. E, considerando l’altissimo livello di tennis espresso quest’oggi, è un vero peccato. Dopo quasi tre ore di gioco è uscita vincitrice la pentacampionessa dei Championships che, dopo aver a lungo subito il tennis tatticamente perfetto nella nipponica, ha fatto prevalere la sua maggiore forza fisica, aggiudicandosi l’incontro per 6/7(6) 6/3 8/6.

Kimiko, un ninja in gonnella. Stadio stracolmo, prato prestigioso, avversaria terribile. Un cocktail che potrebbe risultare devastante per tante giocatrici che nei primi turni si trovano catapultate in un palcoscenico calcato solo nei sogni più intimi. Non per Kimiko Date Krumm, 40enne nipponica che gioco su questi campi per la prima volta nel lontanissimo 1989 (perse, dopo aver passato le qualificazioni, al primo turno contro Zina Garrison) e che raggiunse la semifinale nel 1996, anno in cui si ritirò dal tennis professionistico (dopo aver raggiunto, la stagione precedente, il suo best ranking al numero 4 del mondo). Il comeback del 2008 fu salutato con ironia dal mondo della racchetta – a 37 anni cosa avrebbe potuto combinare una “gnappetta” di 163cm nel tennis fisico del terzo millennio? -. Pian piano quei sorrisi si tramutarono però in sguardi di ammirazione per questo ninja in gonnella, addestrata al tennis destrorso lei che è mancina a tutti gli effetti (quando cominciò a giocare in Giappone c’era ancora un’opposizione culturale verso “la mano del diavolo”). Onesta carriera anche la seconda di Kimiko, diventata la seconda giocatrice più anziana (dopo Billie Jean King) ad aggiudicarsi un torneo Wta, con la vittoria in Korea nel 2009. Non stiamo facendo un “coccodrillo” alla tennista di Kyoto, ma dopo la prestazione di oggi ci sentiamo in obbligo di ripercorrere a brevi linee la carriera di questa evergreen, che oggi è stata a un passo da un clamoroso successo.

Davide contro Golia. Per nulla in imbarazzo di fronte al pubblico londinese, Kimiko ha dunque cominciato il suo match contro la Williams, di 9 anni e 9 mesi più giovane e di 22 cm più alta, ben consapevole della tattica da utilizzare. Approfittando splendidamente del suo baricentro basso, della sua capacità d’anticipo (aperture minimaliste con entrambi i fondamentali) e delle sue movenze feline, la Date ha dettato il ritmo degli scambi, muovendo l’impacciata avversaria nei quattro punti cardinali del campo. In meno di 20 minuti, la nipponica è così salita sul 5 a 1 pesantissimo (due break). Fino al 5-2 Venus non ne ha azzeccata una. Debole con i colpi da fondocampo, lenta negli spostamenti e poco incisiva con la battuta. Quando però il set sembrava aver preso comodamente la strada del Sol Levante, la Williams ha alzato il ritmo, annullato tre set point (due sul 3-5 e servizio, uno sul 4-5 e risposta) rimesso il parziale in parità fino al tie break. Nel miniset però, contro ogni aspettativa, è stata ancora Kimiko a dettar legge, salendo fino al 6-2. Venere si è aggrappata al suo finalmente incisivo servizio, ma sul 7-6 il drittaccio della nipponica ha accarezzato quanto bastava la linea laterale, permettendole di chiudere un parziale strameritato.

Venus si arrabbia. Dopo la batosta del primo set, la Williams ha sofferto anche nei primii due giochi del secondo parziale. Dal terzo gioco in poi però Kimiko ha palesato qualche segno di stanchezza. Ha continuato sì a scendere a rete, ma se nel prmo set la tattica era compiuta ad arte, in questa porzione di gara i suoi attacchi sono sembrati esser cercati per evitare il braccio di ferro piuttosto che per una effettiva volontà di dettare ritmo. E’ così arrivato il break della Venere Nera (2-1). Lo “scippo” si è rivelato esser decisivo dato che nei restanti giochi del set la giapponese, seppur capace di arrivare ad una doppia palla break sul 2-3, non ha mai trovato la parità, fino a perdere di nuovo il servizio nel nono gioco. Ha pesato sull’andamento del set la maggiore pesantezza della palla statunitense, mentre dall’altra parte della rete la Date ha abbassato i suoi standard, chiudendo con appena 6 vincenti (contro i 26 del parziale d’apertura).

Kimiko non demorde, ma Venus ha più benzina. Considerando l’immensa grinta della Williams e la carta d’identità a tutto svantaggio della nipponica, era nell’aria una vittoria agevole della Venere Nera nel parziale decisivo. E l’americana ha alzato subito la voce, breakkando nel secondo gioco la rivale. Sembrava finita. Ma questa volta è stata proprio la Williams a complicarsi terribilmente la vita, compiendo il doppiofallo che ha regalato il controbreak alla Date. La quale ha giocato il resto dei game in modo encomiabile, anticipando sempre la risposta di fronte al devastante servizio di Venus (il colpo che più di tutti ha fatto la differenza fra le due, 12 ace) e attaccando la rete appena possibile. Deliziose le volèe della nipponica, così come imprendibili sono stati i vincenti da fondo di Venus che però, è bene ricordarlo, è stata molto fallosa per tutto l’arco dell’incontro. In un valzer di emozioni e con entrambe molto solide nei rispettivi turni alla battuta, le due sono arrivate fino al 7-6 Williams e servizio Date. Nel quattordicesimo gioco del match finora più intenso del tabellone femminile la nipponica però ha finito la riserva di carburante, compiendo 3 errori gratuiti che hanno permesso alla testa di serie n.23 del seeding prima di arrivare al doppio match point, e infine di mettere il punto esclamativo sulla partita. Venus prosegue così la sua cavalcata ai Championships. Ma gli applausi più calorosi vanno a Kimiko Date-Krumm, 40 anni e non sentirli.

Smette di piovere e si torna a giocare. Dopo una prima parte di giornata condizionata dalla pioggia, dalle 1630 sono cominciati i match anche sui campi scoperti dell’All England Lawn Tennis Club. L’organizzazione ha però dovuto annullare molti incontri in programma, fra cui quelli di Francesca Schiavone (contro Barbora Zahlavova Strycova) e Sara Errani (contro Kateryna Bondarenko).

Che fine hai fatto Vera? Si accende e si spegne, neanche fosse l’insegna al neon di un malfamato bar di periferia. E, se non avesse di fianco al suo nome la credenziale di seconda testa di serie del tabellone di Wimbledon, non perderemmo neanche tempo a chiederci di che tennis è capace Vera Zvonareva. Eppure la russa è, o dovrebbe, essere fra le favorite dei Championships. E invece, dopo la pessima performance dell’esordio con la Riske, Vera anche oggi è stata l’incarnazione dello psicodramma tennistico. Dalle stelle alle stalle anche contro Elena Vesnina, numero 36 del ranking. Se nel primo set la Zvonareva (che ha dovuto sostituire la sua maglia sotto l’ordine dell’arbitro, che l’ha forse giudicata più colorata del 15%) in pratica non ha dovuto far nulla, se non aspettare l’errore di una fallosissima Vesnina, nel secondo parziale è andata in confusione al primo palleggio prolungato. Qualche merito l’ha avuto anche la 24enne di origini ucraine, che ha cominciato a picchiare (quasi alla cieca) su tutti i colpi. Fortuna per lei che la maggior parte delle pallate è finita nel rettangolo. Ma una top player come la Zvonareva non può disunirsi alla minima difficoltà. Possibile che il divorzio dal coach (e qualcosa di più) Sergey Demekhine abbia mandato così in tilt tutte le certezze della finalista della passata edizione di Wimbledon? L’unico fatto positivo è che, nonostante i continui black out, la Zvonareva continua a vincere (ha chiuso al terzo match point del tie-break, dopo che la Vesnina aveva fatto di tutto per riprendere e riperdere la partita). Magari, fra qualche giorno, troverà di nuovo il suo tennis…

Prima del derby russo fra Zvonareva e Vesnina si erano conclusi alcune partite del draw femminile, che ancora deve attestarsi in pieno al secondo round. Sono già al terzo turno invece, oltre Venus, anche Maria Jose Martinez Sanchez e Tsvetana Pironkova. Dopo essersi sbarazzata della Jankovic, la spagnola ha regolato Monica Niculescu per 6/3 6/0 in soli 47 minuti di gioco (appena 19′ nel secondo set), mentre la bulgara ha sconfitto Petra Martic per 6/1 6/4. Passa il primo round Agnieszka Radwanska che ha beneficiato del ritiro di Olga Govortsova sul punteggio di 6/0 3-0 in favore della numero 16 del seeding.

I risultati della terza giornata del tabellone femminile

2nd Round
Venus Williams (n.23) b. Kimiko Date-Krumm 6/7(6) 6/3 8/6
Victoria Azarenka (n.4) b. Iveta Benesova 63 60
Petra Kvitova (n.8) b. Anne Keothavong 62 61
Andrea Petkovic (n.11) b. Stephanie Dubois 63 46 63
Maria Jose Martinez Sanchez b. Monica Niculescu 6/3 6/0
Tsvetana Pironkova b. Petra Martic 6/1 6/4
Ksenia Pervak b. Pauline Parmentier 62 16 63
Roberta Vinci (n.29) b. Rebecca Marino 76(3) 62
Daniela Hantuchova (n.25) b. Marina Erakovic 63 61

1st Round
Agnieszka Radwanska (n.13) b. Olga Govortsova 6/0 3-0 rit
Julia Goergers (n.16) b. Anabel Medina Garrigues 6/3 6/0
Andrea Hlavackova b. Anastasia Rodionova 6/1 6/2
Jie Zheng b. Zuzana Ondraskova 7/5 6/0
Jarmila Gajdosova b. Alona Bondarenko 7/5 6/3
Evgeniya Rodina b. Chanelle Scheepers 6/3 7/5
Sabine Lisicki b. Anastasija Sevastova 6/1 6/1
Mathilde Johansson b. Heather Watson 26 64 64
Petra Cetkovska b. Kristina Barrois 62 57 62
Misaki Doi b. Bethanie Mattek-Sands (n.30) 64 57 75
Flavia Pennetta (n.21) b. Irina Camelia Begu 76(3) 46 62
Polona Hercog b. Johanna Larsson 76(3) 36 64
Dominika Cibulkova (n.24) b. Mirjana Lucic 36 63 86
Laura Robson b. Angelique Kerber 46 76(4) 63

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