LA GRINTA DI NOLE, LA GIOIA DI TOMIC

L’ultimo match della settimana sul centrale, regala a Novak Djokovic gli ottavi di finale, conquistati in 4 set sul coriaceo Baghdatis. Lunedì in campo ci sarà anche il giovane qualificato Tomic, che fa fuori in 3 set un Soderling non al meglio fisicamente. Successo anche per Jo- Wilfired Tsonga, che liquida il cileno Fernando Gonzalez.

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Wimbledon (Londra) – La prima settimana a Wimbledon 2011, si chiude con molte certezze e fortunatamente qualche sorpresa. L’ultimo dei “fab four” a qualificarsi per il 3° turno è Novak Djokovic, che vince 6-4 4-6 6-3 6-4, concedendo il primo set del torneo ad un Baghdatis molto motivato, che grazie al supporto di un pubblico in estasi, rischia di giocarsi tutto al 5°set. A rendere più imprevedibile questo torneo, ci pensa però la giovane promessa australiana Bernard Tomic, che da qualificato, centra per la prima volta gli ottavi in uno slam, liquidando 6-1 6-3 7-5, un Soderling fisicamente non al meglio. Tutto abbastanza facile invece per Jo- Wilfired Tsonga, che toglie ogni speranza al redivivo Fernando Gonzalez con il punteggio di 6-3 6-4 6-3.

Nole senza fretta. A 4 anni di distanza, si ripropone la sfida dei quarti di finale del 2007, in cui in cipriota, attualmente n.30 del mondo, trascinò il serbo ad un 5° set dopo un match durissimo. Stavolta Baghdatis ci riprova, ma viene stoppato da un Djokovic di ben altra pasta rispetto al passato, che fa suo anche il 5° confronto diretto su altrettante sfide. Primo set strano, in cui a dominare sono i servizi nonostante una percentuale di prime per entrambi appena superiore al 50%. A spezzare per primo il parziale è Novak, che avanti 5-4, trova il guizzo per andare 15-40 e chiudere alla seconda opportunità. Il cipriota non ne fa un dramma, tornado nel secondo set a tenere bene da fondo, proponendosi con ottime soluzioni offensive, che gli permettono di guadagnarsi due palle break già al primo gioco. Djokovic tiene duro, e dopo aver portato a casa il primo game, non riesce a scappare nel secondo, fallendo ben 4 occasioni dopo una dura lotta. L’occasione sprecata, incide sul rendimento del serbo, che si distrae parecchio e con due doppi falli, regala il break a Baghdatis, che scappa 3-1. Nonostante rimanga sempre intorno al 50% di prime, il cipriota non soffre gli sterili tentativi del serbo, che senza procurarsi più alcuna occasione, trascina il set al suo destino. Due ace nel finale, regalano il 6-4 al cipriota, che impatta il conto dei set e trascina con se buona parte del pubblico sul centrale.

Marcos si arrende. La reazione del serbo non si fa attendere, e Novak torna a fare il n.2 del mondo. Nel momento forse migliore per il cipriota, Djokovic incassa due game consecutivi ai vantaggi, piazzando il break nel 4° gioco per salire 3-1 e poco dopo sul 4-1. Baghdatis cala la sua linea difensiva, mentre il serbo, impeccabile al servizio, affonda i suoi colpi amministrando senza patemi, chiudendo con il più classico dei 6-3. La strada sembra farsi in discesa per Novak nel 4° set, anche perché il cipriota appare molto meno mobile in campo e meno convincente al servizio. Baghdatis regge a stento fino al 2-2, prima di subire il break nel 5° gioco, che porta Nole in scioltezza fino al 5-4 e servizio. Bellissimo l’ultimo game, con il pubblico desideroso magari di arrivare ad un 5° set. Il cipriota ci prova, giocandosi il tutto per tutto ai vantaggi, conquistando anche 2 palle del 5-5. Ma un vincente di Nole e un falco poco amico, spezzano i sogni di Marcos, che si arrende 6-4 al 4° match point.

Lampo australiano. Passare dalle forche caudine delle qualificazioni a Wimbledon è già un gran bel risultato per il n.158 ATP, ma se poi riesci a raggiungere anche la seconda settimana, eliminando il n.5 del mondo, allora i contorni del sogno iniziano a materializzarsi. Bernard Tomic, 19 anni australiano di origine croata, continua la sua fantastica avventura, eliminando, in un match del tutto inedito, un Robin Soderling debilitato da un problema intestinale. Un primo set quasi inesistente quello a cui assistono gli spettatori del campo n.1, in cui il giovane australiano nasconde letteralmente la palla al più esperto svedese. 17 minuti di dominio assoluto per Tomic, che vola via 5-0 in un amen, prima di concedere il game della bandiera al suo avversario. Il 6-1 finale arriva poco dopo, con Soderling che a referto segna appena 8 punti. S’intuisce però che lo svedese non è al meglio e all’inizio del secondo parziale, chiede l’intervento medico, assumendo un paio capsule. Con un effetto quasi “placebo”, Robin entra in partita, iniziando a servire con percentuali più dignitose e sfiorando il break già al secondo gioco. Il match rimane equilibrato almeno fino al 2-2, quando un game poco fortunato al servizio, penalizza lo svedese, che recupera da 15-40 prima di commettere due banalissimi errori, che lo condannano al break. Tomic si esalta, continuando imperterrito per la sua strada, senza mostrare alcun timore reverenziale. L’ottima assistenza al servizio e 14 vincenti, lanciano il giovane australiano ad amministrare senza alcun patema fino al 6-4 finale.

Scalpo svedese. Per Robin si fa durissima, e recupera due set in queste condizioni appare quasi impossibile. Lo svedese onora però al meglio il torneo e il suo avversario, lottando fino alla fine anche nel terzo set, riuscendoci in pieno. Nonostante resti quasi impotente in risposta, Soderling da il massimo in battuta, contenendo al meglio le accelerazioni terribili dell’australiano. L’ordine sei servizi viene infatti rispettato in maniera eccellente e senza l’ombra di una palla break, almeno fino 5-5. Qui, al cinismo di Tomic, si contrappone l’ennesima “defaiance” al servizio per lo svedese, che va sotto 15-40, per poi arrendersi alla seconda palla break, sparando un rovescio in corridoio. Sembra il canto del cigno per Soderling, che prima di abdicare, deve confrontarsi con la paura di vincere del suo giovane avversario, che s’incarta ad un passo dal trionfo. Con un Soderling già in doccia e una paio di errori, Tomic va sotto 15-40, per poi trovare nel falco un alleato preziosissimo, che contribuisce in maniera decisiva al parziale di 4 punti a 0 che regala all’australiano il sogno degli ottavi di finale.

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