LA PRIMA PETRA

La ceca Petra Kvitova centra la sua prima finale slam, superando 6-1 3-6 6-2 la bielorussa Victoria Azarenka

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Wimbledon (Londra) – Una mancina ceca in finale a Wimbledon. Non è Martina Navratilova, ma Petra Kvitova, 21 anni e n. 8 del mondo. Seguendo la scia della sua connazionale più illustre, la giovane tennista di Bilovec migliora il risultato dello scorso anno, approdando per la prima volta all’ultimo atto di uno slam. Nulla da fare per la coetanea Victoria Azarenka, sconfitta 6-1 3-6 6-2.  Dopo un primo set a senso unico, la bielorussa riesce ad alzare la testa, portando il match al 3°set, dove la Kvitova ritrova  la spinta e il ritmo del primo parziale, meritandosi l’accesso finale.

Due set allo specchio. Quinta sfida diretta tra le due e bilancio in perfetta parità prima di ogggi, con la ceca capace di vincere le ultime due sfida, tra cui quella del 4° turno dello scorso anno sempre a Wimbledon, conclusasi per 6-0 7-5. Il primo set odierno rispecchia parecchio quello dello scorso anno, con la Kvitova assoluta dominatrice del campo e sempre in controllo sullo scambio. Un mix di potenza e precisione che mette ben presto in chiaro l’andamento del primo parziale. Dopo aver fallito una palla break nel primo gioco, l’Azarenka accusa l’aggressività della ceca, eccellente al servizio e in risposta, collezionando anche parecchi vincenti. Victoria resiste appena fino all’ 1-1 per poi cedere malamente, accusando il break al 3° gioco e consegnando di fatto il parziale alla sua avversaria. Avanti 4-1 Petra continua a macinare gioco, piazzando un parziale di 8 punti a 1 che chiude un primo set in appena 27 minuti. Nonostante il severo punteggio della prima frazione, il match è tutt’altro che chiuso, e il fragile equilibro mentale di entrambe le giocatrici, rischia di mettere tutto in discussione in un attimo. In avvio di secondo set, infatti, l’Azaranka vola, restituendo il parziale di 8 punti a 1 e trovandosi 3-0 in meno di 15 minuti. La Kvitova sembra smarrita, accusando un notevole crollo al servizio e un innalzamento sensibilmente il numero degli errori. Trova finalmente continuità l’Azarenaka, molto più performante al servizio e in difesa. Vika spreca una palla del 4-0 e due del 5-1, rimanendo comunque in pieno controllo del set, che sul 5-3 e servizio riesce a far suo dopo 38 minuti.

Prima Petra. Chi scatta meglio dai blocchi fa suo il set, e anche il 3° parziale non si smentisce. La ceca ritrova in avvio il passo iniziale, affondando nuovamente servizio e dritto. I colpi mancini della Kvitova tornano a far male alla bielorussa, che come nel primo parziale si allontana pericolosamente dalla linea di fondo. Petra torna a far danni, grazie al calo repentino della bielorussa, penalizzata da troppe seconde di servizio. La ceca tira il match dalla sua parte, portandosi sul 3-1 in maniera abbastanza rapida. L’occasione arriva comunque per l’Azarenka, che nel 5° gioco riesce a salire 15-40, collezionando due fondamentali palle del contro break. Qui la Kvitova esprime il meglio se, affidandosi alla prima di servizio e ribaltando il game con 4 punti consecutivi, allungando sul 4-1. E’ il segnale della resa per l’Azarenka, che sotto 5-2  e servizio, commette un amarissimo doppio fallo proprio sul match point, spalancando alla Kvitova le porte della finale.

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