VENUS E SERENA KO

Le sorelle Williams abdicano malamente, lasciando ad altre il loro giardino. Serena viene sconfitta da Marion Bartoli 6-3 7-6, mentre Venus crolla nuovamente 6-2 6-3 con la Pironkova.

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Wimbledon (Londra) – Giornata da dimenticare per le sorelle più famose del tennis mondiale. Al rientro dopo un lungo stop, Serena e Venus Williams  sono costrette a lasciare  l’edizione di Wimbledon 2011 dopo due prestazioni abbastanza opache. Serena, detentrice del titolo,  sul campo n.1 vede svanire i suoi propositi per una nuova  vittoria contro Marion Bartoli, n.9 del torneo. La francese dopo aver rischiato l’eliminazione contro la nostra Flavia Pennetta, dimostra che sull’erba ci sa fare, sfruttando a pieno le sue armi. Una Serena ancora a mezzo servizio, mette troppo a suo agio la francese, che grazie ad una straordinaria solidità da fondo vince 6-3 7-6, ritornando nei quarti dopo 4 anni. Continua invece la maledizione Pironkova invece per Venus, che dopo i quarti dello scorso anno, si arrende con lo stesso punteggio,( 6-2 6-3), agli ottavi  di quest’anno. Prestazione eccellente della Bulgara, n.33 del mondo, che dimostra di non subire affatto il gioco di un’avversaria irriconoscibile, puntando adesso a difendere la semifinale dello scorso anno.

Poco Serena. Le difficoltà emerse nei primi due turni, sembravano finalmente svanite per Serena, che nel 3° aveva spazzato via Maria Kirilenko. A materializzare i nuovi incubi ci ha pensato però Marion Bartoli, ex finalista contro Venus nel 2007, che si è aggiudicata il primo confronto su 3 sfide dirette. La regolarità della francese, mette subito in crisi le certezza dell’ex n.1 del mondo, che non riesce a sfruttare una delle sua armi migliori: la risposta. Marion spinge parecchio al servizio, proponendosi con autorità su ogni singolo scambio. La profondità della Bartoli, costringe  Serena a sparacchiare un paio di dritti nel 6° game, che regalano alla transalpina le prime due palle break del set. Una risposta micidiale, lancia la francese sul 4-2, confermando il break poco dopo a 0. La Bartoli potrebbe gia chiudese sul 5-2, ma serena rimanda l’agonia al game successivo, dove rischia di rimettersi in carreggiata. Trema infatti la francese, che in un game durissimo concede 3 occasioni alla statunitense. Con tre servizi eccellenti, Marion annulla l’assalto americano, incassando il primo set per 6-3.

Marion sul filo. Il secondo parziale vede un predominio quasi assoluto dei servizi, in cui entrambe riescono a fare la differenza sia con la prima che con la seconda. Ruolino di marcia impeccabile per entrambe, che fino al 5-5, lasciano le briciole alla rispettiva avversaria, non lesinando ace e colpi vincenti che esaltano il pubblico presente. Serena tiene bene da fondo, anche se fatica a far spostare la sua avversaria, brava invece a spingere con continuità da ferma. A tratti la francese è inarrestabile, riuscendo spesso a sfondare appena ne ha la possibilità. Al primo game infelice al servizio, Serena paga dazio, subendo l’aggressività della Bartolì, che con due splendide risposte strappa il break garantendosi di andare a servire per il match sul 6-5. Sul 40-15 sembra fatta per la transalpina, che sul più bello si fa ipnotizzare da Serena. L’americana tira fuori il meglio di se, e in maniera magistrale annulla 3 match point, garantendosi il tiè-break sul 6-6. La Bartoli regge benissimo la tensione, e in un tie-break bellissimo, lotta punto a punto, senza alcun timore reverenziale. Il livello si alza parecchio, come il numero dei vincenti e le due giocatrici si giocano tutto fino alla fine. Un ace regala alla francese il 4° match point sul 6-5, ma Serena risponde con la stessa moneta,(6-6). Marion ci crede, e una risposta eccellente mette in crisi l’americana, che nello scambio affossa un rovescio in rete regalando alla francese la 5° palla match. Per la prima volta con il servizio a disposizione, Marion piazza una prima micidiale che Serena può solo toccare, liberando finalmente la sua gioia immensa.

Eclisse di Venere. Appena un’ora dopo la sconfitta di Serena arriva anche quella di Venus, che si lascia superare ancora una volta dalla Bulgara Svetana Pironkova. Su 5 precedenti, ben 4 adesso le vittorie della magiara, che fa il bis a un anno esatto di distanza. Nei quarti di finale del 2010, la bulgara riservò lo stesso trattamento a Venus, volando verso le semifinali. Stavolta siamo agli ottavi, ma il risultato è praticamente identico. Un nuovo 6-2 6-3 mette in ginocchio una Williams lontana parente della dominatrice di questo torneo fino a pochi anni fa. Deludente Venus al servizio, che serve molte prime ma raccoglie pochissimo, mentre Tsvetana, è brava a prendere spesso il controllo dello scambio, costringendo l’ex n.1 del mondo a ben 16 errori gratuiti. La bulgara si stacca ben presto, con Venere incapace di conquistarsi occasioni nel primo set, chiuso dalla Pironkova per 6-2 in 29 minuti. Qualche chance in più per Venus nel secondo, con Tvestana che riesce sale di ritmo, riuscendo a stoppare ogni abulico tentativo dell’americana, sempre  troppo remissiva e incapace di cambiare passo. La Pironkova  amministra senza troppi patemi, concludendo per 6-3 e facendo suo il match in 1 ora e 15 minuti.

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