JUNIORES: SORRIDE L’AUSTRALIA

Doppietta australiana nei singolari juniores. Nel maschile juniores successo di Luke Saville, a segno sull’inglese Broady, nel femminile a segno la Bart. I Bryan vincono il doppio maschile

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Wimbledon (Londra). Ennesima edizione di Wimbledon, ed ennesime delusioni per i britannici, nuovamente a bocca asciutta nel torneo più ambito. Ma oltre a Murray, sconfitto in semifinale, quest’anno arriva parecchio rammarico anche dal torneo riservato agli juniores, vinto dal diciassettenne Luke Saville, sedicesima testa di serie. L’australiano infatti, oltre ad aver alimentato l’entusiasmo dei suoi conterranei (deliziati dai quarti di finale del baby fenomeno Tomic), e dimostrato di poter seguire la strada del connazionale, ha gelato la Gran Bretagna, rimontando all’ultimo atto l’inglese Liam Broady (16). Naturalmente un successo del talento di Manchester – eliminato al secondo turno delle qualificazioni dei Gentlemen’s (dopo una vittoria thriller su Alessio Di Mauro) – non sarebbe bastato a risollevare un movimento aggrappato esclusivamente a un Murray troppo fragile in certi appuntamenti, ma dopo 49 anni di astinenza anche un successo fra i giovani sarebbe stato accolto a braccia aperte. E invece no. Evidentemente non è ancora tempo.

Vince un’australiana anche nel femminile. Anche fra le donne il titolo juniores dei Championships è toccato a una giocatrice australiana: Ashleigh Bart, anch’ella sfavorita alla vigilia ma capace di ribaltare i pronostici. Opposta alla russa Iryna Khromacheva, terza testa di serie e recente vincitrice al Trofeo Bonfiglio, la Bart (12) ha saputo farsi valere nei momenti delicati dell’incontro, chiuso con il punteggio di 7-5 7-6. Nel doppio invece il titolo è toccato alla coppia composta dalla canadese Bouchard e dalla statunitense Min, a segno 5-7 6-2 7-5 su Demi Schuurs (Olanda) e Hao Chen Tang (Cina). Un titolo per i padroni di casa è invece giunto dal doppio maschile (sempre riservato agli Under 18), unico torneo in cui la finale ha opposto le prime due teste di serie. A vincere sono stati Morgan e il croato Pavic, seconda coppia del seeding, a segno per 3-6 6-4 7-5 su Golding/Vesely (1).

Undicesima gioia targata Bryan Bros. Non avranno raggiunto i numeri di Roger Federer, ma nel doppio il dominio dei gemelli Bryan è quantomeno pari a quello dello svizzero degli anni d’oro. I due statunitensi hanno conquistato a Church Road il loro undicesimo torneo del Grande Slam, mettendo in bacheca per la seconda volta – dopo il 2006 – il trofeo di Wimbledon. Bob e Mike, dopo aver richiato grosso sia agli ottavi di finale (6-3 4-6 6-7 6-3 16-14 a Aspelin/Hanley, dopo 4 ore e 11 minuti) che in semifinale (6-4 6-4 6-7 6-7 9-7 a Llodra/Zimonjic), hanno dominato in scioltezza l’atto finale, imponendosi 6-3 6-4 7-6 sullo svedese Robert Lindsted e sul romeno Horia Tecau, fermati in finale per il secondo anno consecutivo (nel 2010 persero da Melzer/Petzschner). Molto precoce invece l’eliminazione di coloro che, sulla carta, sarebbero dovuto essere i rivali numero uno dei ‘Bros’: Daniel Nestor e Max Mirnyi. I due sono caduti addirittura al secondo ostacolo, per mano dell’inedita coppia Anderson/Knowle, poi vittime di Kas/Peya.

Doppio femminile e misto. Nel doppio femminile, invece, ad approfittare al massimo dell’assenza di Pennetta/Dulko, ci hanno pensato le loro diretta avversarie: la slovena Katarina Srebotnik e la ceca Kveta Peschke (2), al primo successo in carriera in un Major. Le due hanno avuto la meglio all’ultimo atto su Sabine Lisicki e Sam Stosur, che al secondo turno avevano sbarrato la strada a King/Shvedova, prima coppia favorita della manifestazione. Nel doppio misto il titolo è invece toccato a Jurgen Melzer e a Iveta Benesova, che nella finale odierna hanno avuto la meglio in due partite (6-2 6-3) su Mahesh Bhupathi ed Elena Vesnina.

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