SARA IN, ROBERTA E ROMINA OUT

Così come la Brianti, Romina e Roberta salutano il torneo di Wimbledon dopo incontri chiusisi in due set. La truppa azzurra femminile si riduce così a due unità, con Errani che accompagna Pennetta al terzo turno

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Londra (Gran Bretagna) – Giornata ricca di incontri, oggi, a Londra per il tennis italiano e, come poteva essere prevedibile, giornata che è stata anche contrassegnata dalla fine della corsa per alcune delle nostri rappresentanti, dopo il vittorioso match di primo turno. E’ giunta infatti nel pomeriggio l’ora dei saluti per Romina Oprandi e Roberta Vinci, sconfitte da due atlete comprese nel novero delle teste di serie, rispettivamente Alexandra Dulgheru, numero 31 del seeding, e Anastasia Pavlyuchenkova, che ricopre invece il ruolo della testa di serie numero 29. Si impone con autorità, infine, Sara Errani, forte del ruolo di 32esima favorita, che non ha lasciato alcuno scampo alla spagnola Arantxa Parra-Santonja, sconfitta per 6-2 6-2.

Oprandi, non solo Dulgheru. Reduce dalla semifinale nel torneo di Hertogenbosch, era piuttosto scontato che la costantemente in ascesa Alexnadra Dulgheru potesse costituire un ostacolo troppo duro per Romina Oprandi, già brava a centrare la qualificazione sui campi periferici di Roehampton e, come abbiamo avuto modo di dire nei giorni scorsi, di trovare la via per ottenere il primo successo in un main draw del Grande Slam, contro la wild card britannica Heather Watson. Che, per quanto abile su questi manti, non poteva essere accostata per valore alla tennista di Bucharest, favorita anche da un malanno che ha colpito Romina dopo il precedente incontro e che le ha impedito di toccare la pallina nella giornata di mercoledì. Priva quindi di reali velleità, Oprandi ha provato a tenere testa alla rumena, ma nello stesso momento in cui Dulgheru ha centrato il primo allungo, l’azzurra non è riuscita a trovare la forza per fornire una vera opposizione. Dopo poco più di tre quarti d’ora dal primo punto, per entrambe era già giunto il momento di rientrare negli spogliatoi, con la vittoria per 6-2 6-0 che promuoveva Dulgheru al terzo turno nella sua prima partecipazione alla kermesse londinese. Poco da dire sul match, con Oprandi che ha sfornato più del doppio degli errori dell’avversaria (25 vs 11) e la metà dei vincenti (8 vs 15), con una percentuale di punti con la seconda palla (15%, 2 su 13) che ben evidenzia come qualcosa non andasse nell’azzurra.

Vinci, peccato. Non è bastato un set giocato punto su punto a Roberta Vinci per confermare il terzo turno dello scorso anno sui prati dell’All England Lawn Club. La tarantina, opposta all’indiosissima Anastasia Pavlyuchenkova, è partita con l’handicap di una frazione concessa senza colpo ferire alla giovane russa (6-2), in cui le ha “regalato” ben tre turni di battuta. Nel secondo parziale, Roberta, cercando con più insistenza e maggior fortuna la rete, è riuscita a non perdere la scia dell’avversaria, annullando ben 7 palle break – a fronte di un solo servizio concesso – e spingendosi fino al tie break, dove però il maggior vigore atletico della nativa di Samara è venuto fuori. Sono così bastati solo otto punti (7-1) alla russa per staccare il biglietto per il terzo turno ed eliminare Vinci, non permettendole alcuna recriminazione su un tie break che sarebbe potuto andare differentemente. Chi meraviglia è invece Sara Errani, che ha raggiunto in totale tranquillità il terzo turno dopo un periodico 6-2 rifilato al’iberica Arantxa Parra Santonja, meritandosi così la sfida contro la carnefice odierna di Alberta Brianti, Agnieszka Radwasnka. Comunque vada, il suo compito lo ha svolto, fin qui, in maniera impeccabile.

Treno Sarita. L’Errani Express è passato sopra anche alla quadrumane Parra Santonja, che nulla ha potuto contro lo strapotere fisico e tattico dell’azzurra, bravissima ad imporsi in due set, in un match che non è mai sembrato in discussione. Un 6-2 6-2 netto, inequivocabile, che permette a Sarita di guadagnare l’accesso al terzo turno, dove ci sarà la Radwanksa, in un match totalmente contro pronostico. Oggi il servizio ha funzionato alla grande, grazie ad un perentorio 80% di prime palle messe in campo. Soltanto due palle break concesse, a fronte di un servizio ceduto; numeri insoliti per Sara, che ha dimostrato oggi una grande solidità mentale e fisica (nessuna sorpresa) oltre che tecnica e tattica. La strada verso gli ottavi, come detto, è impervia (eufemismo) ma sognare non costa nulla

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